L’azienda agricola Lucio Paiano dall’uliveto di famiglia

Sono i giovani la novità che sta cambiando in modo profondo l’agricoltura salentina sia nel modo di produrre che nell’organizzazione della filiera commerciale. Dalle decine di nuove aziende che stanno nascendo sul tronco di attività condotte in modo tradizionale emergono storie importanti dal punto di vista umano ed economico.

Ugento-Bologna andata e ritorno Lucio riparte dall’ uliveto di famiglia

Lucio Paiano è un giovane di 35 anni, sposato, che ha fatto una scelta di vita.

Fino ad alcuni anni fa era a Bologna, dove si era trasferito con un diploma dell’istituto professionale in impianti elettrici. «Me ne sono andato qualche anno dopo la conclusione del ciclo scolastico. Mi sono detto: a Ugento non posso fare molto, meglio andare al Nord, li realizzerò la mia vita».

A Lucio lo cose non vanno male. Lui il professionale non lo aveva scelto come scuola di ripiego. La decisione di diventare impiantista elettrico aveva rappresentato una scelta consapevole perché il giovane di Ugento ha proprio la passione di fare questo lavoro. «Le cose a Bologna – aggiunge – mi andavano bene, i clienti erano soddisfatti del mio servizio, i soldi entravano e cosi ho costituito una mia azienda pronto al grande salto».

 

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Finché, Lucio non ha cominciato a sentire la nostalgia della campagna e del mare di Ugento. «Qui non ci resto», si ripeteva.La terra ha un richiamo fortissimo. La nostra poi ha un suo fascino straordinario.

Nel 2008 Lucio ha messo a posto le sue cose a Bologna, ha preparato la provincia ed è tornato, già pensando agli ulivi della famiglia da mettere a frutto.

«Nel 2010 mi sono iscritto come coltivatore e ho chiesto Aiuto alla Regione del primo insediamento. Ho comprato un trattore di cento cavalli, uno scuotitore, un atomizzatoie e un trincio per macinare l’erba. Basta con i diserbanti, le persone vogliono prodotti sicuri e la terra ha bisogno di riprendersi la sua vita. Adesso faccio l’olio extravergine di olive buono e le olive da mensa».

Per Lucio Paiano la sfida è all’inizio. In campagna è aiutato dal padre. Gli alberi di proprietà sono mille, altri mille li ha presi in affitto. Celline e leccini sono la sua passione, e poi i pomodori secchi, le melanzane a filetto e i lampascioni.

«La mia scelta l’ho fatta, a Bologna potevo fare i soldi, ma qui è diverso posso realizzare il mio sogno di realizzare un importante azienda agricola insieme a mio patire»

Articolo tratto da la Gazzetta del mezzogiorno Sabato 2 Febbraio 2013

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