L’olio di oliva contro il tumore al seno.

Tre cucchiai al giorno. Mai meno di due. Per essere certi di avere incamerato la giusta scorta quotidiana di idrossitirosolo e oleuropeina.

Quelle sostanze principi (polifenoli) che rendono l’olio extravergine di oliva una delle armi antitumorali più potenti. Sia come killer delle cellule del cancro al seno sia come protezione dalle cellule neoplastiche.

L’olio extravergine di oliva è una delle più potenti armi contro il tumore al seno

Merito di due polifenoli, l’ idrossitirosolo e oleuropeina, capaci non solo di proteggere dalle neoplasie ma di attaccare e uccidere le cellule del cancro. Lo certifica uno studio del dipartimento di Farmacia, Scienze della salute e nutrizione dell’Università della Calabria

Tre cucchiai al giorno di olio extravergine di oliva non cotto o cotto molto poco. Da destinare a una fetta di pane tostato (la bruschetta docet) zuppe e minestre arricchite appena spento il fuoco, a pasta da aromatizzare, alle verdure e alle insalate, ma anche alla frutta. Abbinata vincente arancia e olio.

Il gruppo di ricerca del dipartimento di Farmacia, Scienze della salute e della nutrizione dell’università della Calabria, con finanziamenti Airc, stanno lavorando proprio su alcune molecole dell’extravergine per scoprire nuovi poteri antitumorali.

I Processi molecolari

I ricercatori hanno deciso di concentrarsi sulle basi molecolari delle proprietà farmacologiche e terapeutiche di idrossitirosolo e oleuropeina che sono presenti nell’olio extravergine di oliva. Già pubblicati i primi risultati del lavoro su “Molecular nutrition & Food research”: sono stati evidenziati alcuni meccanismi che spiegano le capacità di queste molecole di interferire con la crescita della maggior parte dei tumori al seno.

«Attraverso una serie di esperimenti condotti su colture cellulari in vitro e in modelli animali – spiega il Prof. Vincenzo Pezzi dell’università della Calabria, coautore del lavoro – abbiamo evidenziato alcuni processi molecolari che sono alla base della loro capacità anti proliferativa nei riguardi di cellule tumorali. In particolare siamo riusciti a chiarire che queste molecole sono in grado di attivare dei meccanismi che interferiscono con lo stimolo estrogenico dal quale dipende la crescita della maggior parte dei tumori al seno».

Queste sostanze interferiscono con lo stimolo estrogenico   Prof. Vincenzo Pezzi Ordinario Biologia

I dati mostrano soprattutto la capacità antiossidante (quindi ferma o rallenta il processo di invecchiamento dell’organismo) delle due molecole che sono state prese in esame. Questo vuol dire che l’olio extravergine di oliva, oltre a neutralizzare le sostanze ossidanti sono in grado di attivare dei segnali molecolari che innescano risposte cellulari protettive.

Una doppia azione, sia percchi è già stato colpito dalla malattia neoplastica sia per chi vuole proteggersi scegliendo un’alimentazione il più possibile corretta. Cibi come farmaci.

Cibi come farmaci è questa la frontiera della medicina

«Oggi le sfide da affrontare – aggiunge Pezzi – sono varie. Questo risultato apre le strade verso altre nuove ricerche mirate a comprendere la relazione intima tra l’uomo e l’ambiente, come nel caso della dieta. Da intendere come cibi scelti per la tavola di tutti i giorni. L’altra opzione è quella di sfruttare la natura dal punto di vista terapeutico emulandone le strutture molecolari per lo sviluppo e l’ampliamento di nuove terapie. Ma anche per limitare gli effetti collaterali tossici di quelle che sono già utilizzate».

 

olio-extravergine-di-oliva-in-uscita-al-frantoioMa l’olio extravergine di oliva da solo, spiegano i ricercatori, non basta. Perché si possa parlare di una reale barriera anti tumorale bisogna sommare le priorità di diversi alimenti. Dal momento che anche altri alimenti vegetali tipici della dieta mediterranea hanno effetti antitumorali analoghi a quelli dell’extravergine: pomodori (prevenzione cancro alla prostata), cavoli e broccoli (chi consuma 5 o più porzioni la settimana vede il proprio rischio di cancro alla vescica dimezzarsi),  la soia (i fitoestrogeni proteggono dalla maggior parte dei tu- mori dipendenti dagli ormoni co- me il cancro al seno), le spezie (piante antinfiammatorie, anticancro e antimicrobiche), i funghi (protettivi per il tumore del colon e dello stomaco), le arance (efficaci nel prevenire neoplasie del tratto digestivo), il pesce (contiene acidi grassi essenziali, omega 3, ottimi per proteggere sia dal cancro e dalle malattie cardiovascolari), il tè verde (contrasta l’insorgenza dei tumori della pelle, al colon, al seno e alla prostata).

«Tra questi alimenti che possono dare un valido aiuto nel proteggersi dai tumori – aggiunge Pezzi – è particolarmente consigliato l’uso dell’olio extravergine di oliva nelle quantità che vengono, o forse dobbiamo dire veniva, utilizzate nei paesi mediterranei. Circa 25-50ml al giorno, circa due-tre cucchiai al giorno appunto».

Carla Massi – Il Messaggero del 22/01/2013

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