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Le spiagge più belle del Salento

Il mare è sempre stato un binomio di vita, ed allo stesso tempo “croce e delizia” per i salentini ed il Salento: dal mare arrivavano gli Egizi con l’alabastro ed i Greci con le terrecotte pregiate. Dal mare salentino, i Romani conquistarono il Medio Oriente antico.
E poi Saraceni e Turchi, in cerca di facili razzie ai danni di borghi marinari e città dell’entroterra.

Da qui, venivano imbarcati vino, grano ed olio. Saponi, profumi, lane e tessuti.

I Messapi erano l’antica popolazione italica che ha abitato il Salento in età arcaica ed ellenistica: questo nome fu dato loro proprio dai Greci, e significa “popolo che abita in mezzo a due mari“. L’Adriatico e lo Ionio appunto.
Alte, rocciose, frastagliate ed intervallate da calette e piscine naturali – come nel caso di Roca e Marina Serra – le coste adriatiche.

Sinuose, basse, con sabbia bianca e fine quelle dello Ionio.
Il cromatismo del mare è particolare: un “verde acqua” quello adriatico, un “azzurro cielo” quello dello ionico…tutti e due ricchi di pesci e crostacei, puri e limpidi da millenni.

Dire che il nostro mare e le sue spiagge siano “da vivere”, “da scoprire” è oltremodo riduttivo.

Noi diciamo che bisogna fare un giro in barca, un tuffo al largo e gustarlo…sia che ci si trovi sulla battigia di un arenile sabbioso, sia che ci si metta a mollo in una delle tante “conche” – cavità naturali scavate dall’erosione e dalla forza del moto marino ed usate come punto di balneazione per chi preferisce lo scoglio alla sabbia – che sorgono lungo la costa rocciosa.

Ecco, tutto questo bisogna fare a mare…nel Salento. E non mancheranno ricci, cozze “mateddhre” (patella, in italiano) ed una frisa “sponsata” (cioè “bagnata”) direttamente nell’acqua marina.

Spiaggia di Lido Marini, sabbia fine e sorgenti d’acqua dolce

Spiaggia di Lido Marini, sabbia fine e sorgenti d'acqua dolce

La spiaggia di Lido Marini, località costiera di Ugento, è tra i più belli del Salento: sabbia fine, fondali non rocciosi, ampie dune e presenza di sorgenti d’acqua dolce, che fanno “rinfrescare” le acque marine anche nelle giornate estive dove la calura si fa sentire maggiormente.

La località prende il nome dalla presenza di una masseria, la cui ultima finitura è di fattura settecentesca, assunta quale “residenza balsamica” per i Vescovi di Ugento, che qui trascorrevano brevi periodi di rilassamento e vacanza dalle loro incombenze spirituali ed ecclesiastiche.

Spiaggia di Torre San Giovanni,  tra roccia e sabbia fine

Spiaggia di Torre San Giovanni,  tra roccia e sabbia fine.

La spiaggia di Torre San Giovanni, frazione del Comune di Ugento, è una tra le più estese del litorale salentino. La località prende il nome, anche qui, da una torre costiera, fatta erigere in funzione antiturca, nella seconda metà del ‘500, dal sovrano Carlo V.

Il faro, segna una sorta di spartiacque tra una costa bassa e rocciosa a nord, con la caratteristica spiaggetta di località Pazze, incastonata in una duna alta, con di fronte un isolotto che da il nome alla stessa, e gli arenili di sabbia fine a sud del medesimo: qui l’acqua è bassissima, e la presenza delle Secche di Ugento – scogli a pelo d’acqua, proprio in mezzo al mare – arricchisce la suggestione e l’incanto del visitare, che dalla bocca dei pescatori potrà udire il nome di ognuna di queste Secche, e le particolari leggende che ne sono parte integrante.

Da menzionare e da tuffarsi subito nel mare località Fontanelle: qui le dune sono ben conservate, e non è raro sentire i profumi di alcune specie floreali anche nel periodo estivo, come per esempio quello del Giglio delle Dune.

Una volta finito di rilassarsi, cullati dalle onde marine, qui il visitatore può cercare refrigerio dalla calura estiva tra le macchie e le pinete che costituiscono questo tratto di costa ugentina.

Gallipoli tra spiagge sabbiose, mare e mura antiche

Gallipoli tra spiagge sabbiose, mare e mura antiche

Gallipoli… la “Perla dello Ionio”, la Kalè Polis – ossia Città Bella – per i navigatori greci.

La città vecchia sorge su di un isolotto naturale, fatto di case a corte, vicoli, chiese, confraternite e tradizioni secolari. Il mare è una parte integrante di questa cittadina ionica, così come le sue spiagge che sorgono a sud della stessa città ionica.

Fatte da sabbia bianca e basse dune, hanno nomi particolari: Rivabella, Punta Pizzo, Baia Verde, Punta della Suina…ma una su tutte spicca per la sua collocazione particolare, e si tratta del cosiddetto “Seno della Purità“.

É una spiaggia di sabbia, che si trova letteralmente incastonata in un tratto di mura antiche, che cingono Gallipoli vecchia ed il suo centro storico.

Era l’antico porto commerciale della Città, ed è particolarmente deliziosa per il cromatismo acceso del mare e per il suo basso fondale.

La spiaggia di Pescoluse Le Maldive del Salento

La spiaggia di Pescoluse Le Maldive del Salento

Oggi il litorale di marina di Pescoluse sullo Ionio, facente parte del Comune di Salve, offre numerosi stabilimenti balneari dove ricercare ogni comfort: sdraio, lettini, ombrelloni e per gli sportivi anche attrezzature per sport acquatici come windsurf, sci d’acqua e moto d’acqua.

Tramonti spettacolari, mare mozzafiato ed un ottima accoglienza fanno di questa ridente località balneare del Salento una tra le più apprezzate d’Italia.

Grazie all’intuizione dell’imprenditoria locale, questo tratto di costa negli anni ha assunto la suggestiva denominazione di “Maldive del Salento“, per la sua forte somiglianza con quegli atolli dell’Oceano Indiano.

Torre dell’Orso un mare cristallino e caldo, come ai Caraibi

Torre dell'Orso un mare cristallino e caldo, come ai Caraibi

Torre dell’Orso, località turistica del Comune di Melendugno, si trova sull’Adriatico meridionale della nostra Penisola. La torre cinquecentesca domina l’area costiera e le conferisce questo curioso nominativo.

L’ipotesi più accreditata vuole questo nome derivante dal termine “Urso“, ovvero il cognome della famiglia che anticamente gestiva questa zona. Il tratto di costa qui presenta tratti rocciosi, interrotti frequentemente da calette ed insenature abbastanza gradevoli, I fondali sono adatti per gli appassionati di snorkeling ed immersioni subacquee in particolare. in alcuni punti, la scogliera diventa alta e frastagliata, ma non per questo non suggestivamente da mozzare il fiato.

Emblematica, a proposito, la visione di due faraglioni, ben visibili dal lungomare cittadino, chiamati “Le Due Sorelle“: la leggenda vuole che questo nome derivi da due sorelle, appunto, che un giorno decisero di sottrarsi alle fatiche quotidiane cercando refrigerio nel mare.

Giunte a Torre dell’Orso, si tuffarono da una rupe nel mare in tempesta non riuscendo più a guadagnare la riva. Gli Dei, mossi a compassione, le tramutarono nei due fascinosi faraglioni.

Porto Cesareo, tra spiaggia e mare cristallino

Porto Cesareo, tra spiaggia e mare cristallino

A pochi metri dalla spiaggia cittadina di questa ridente località balneare, troviamo l’Isola Grande, meglio nota come “Isola dei Conigli“, facilmente raggiungibile a nuoto o con l’ausilio di piccole imbarcazioni a noleggio o che organizzano itinerari di pescaturismo.

Un importante evidenza botanica è stata qui rinvenuta e segnalata: l’Iris revoluta.
Iris revoluta

Questo fiore vanta un passato glorioso perché era un simbolo ricorrente nella mitologia egizia ai tempi dei faraoni, e per i Greci rappresentava la Dea Iris, messaggera infallibile che risaliva gli arcobaleni del Monte Olimpo, tingendosi di mille colori.

La ricchezza dei fondali la loro integrità e la presenza di alcuni esemplari di tartaruga marina Caretta Caretta hanno reso possibile la costituzione di un’area marina protetta comprendente l’intera area.

Il tratto di costa più famoso di Porto Cesareo è poi la “Spiaggia delle Dune“, caratterizzata da un cordone di dune costiere che la proteggono e da cui la spiaggia prende il nome. Si estende da Scala di Furno fino a Torre Chianca, ed è circondata da una folta vegetazione che insieme alla sabbia finissima e ai molti confort la rendono molto frequentata.

Torre lapillo si distende tra pinete e spiagge di sabbia chiara

Torre lapillo si distende tra pinete e spiagge di sabbia chiara

Il nome di questa località ionico salentina prende il nome dall’omonima torre costiera (ribattezzata inizialmente come “Torre di San Tommaso“, fatta costruire dall’imperatore Carlo V nel 1568, per difendere meglio questo tratto di costa dalle incursioni turche.
Il tratto costiero di questo splendido posto è costituito da pinete e spiagge di sabbia di colore chiaro, costellate da dune basse, cesellate di splendida macchia mediterranea.

Il fondale è basso, e non vi è presenza di scogli, se non in un piccolo tratto nelle immediate vicinanze della Torre.

Spiaggia di Punta prosciutto, sabbia bianca e fine e scogliera

Spiaggia di Punta prosciutto, sabbia bianca e fine e scogliera

La spiaggia di Punta Prosciutto – in dialetto salentino, chiamata anche “Li Prisuddhri” – è una delle più incantevoli del Salento Ionico, ed è posta al confine tra le Provincie di Lecce e Taranto.

É rinomata per essere una delle spiagge più belle del mondo: la zona è quasi incontaminata, fatta per la gran parte di sabbia bianca e fine, con dei piccoli tratti di scogliera bassa e fondali bassi e sabbiosi.

Si trova nel Parco Naturale Regionale “Palude del Conte e Dune Costiere”, istituito dalla Regione Puglia nel 2006. Il tratto a nord, è delimitato da una torre di fine ‘500, fatta costruire sotto l’Impero del sovrano asburgico Carlo V, chiamata “Torre Colimena“.

L’origine del nome della stessa è incerto: molto probabilmente, è una contrazione del greco antico kalì limènon, ossia “buoni porti”, indicante un tratto di costa ottimo per gli ormeggi e l’attracco delle imbarcazioni nelle epoche storiche precedenti.

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