Quest’anno la raccolta è cominciata il 5 ottobre, e la prima varietà portata in frantoio è stata la Favolosa. Questo articolo racconta la campagna olearia 2026/2027: cosa si raccoglie, quando e perché, cosa succede tra l’albero e il frantoio e cosa sappiamo, per ora, dell’olio nuovo.
In breve: campagna 2026/2027
- Inizio raccolta: 5 ottobre 2026, con la Favolosa; poi Leccino, Frantoio e Picholine
- Raccolta: abbacchiatori e reti
- Dal campo al frantoio: olive in frantoio nel primo pomeriggio, estratte la sera stessa
- Varietà del Novello: Favolosa, Leccino, Picholine e una piccola percentuale di Frantoio
- Estrazione: a freddo
- Il Novello in vendita è non filtrato
- Disponibilità: ai primi di novembre, in latta da 5 litri
- Quantità 2026: non ancora quantificabili; il 2025 è stato un’annata di scarico
Il 5 ottobre si comincia dalla Favolosa
Si parte dalla Favolosa; poi è il turno di Leccino, Frantoio e Picholine.
Non tutte le olive raccolte diventano olio. Il Leccino di pezzatura grossa va quasi tutto alle olive da tavola.
Il Novello 2026/2027 nasce da Favolosa, Leccino e Picholine, con una piccola percentuale di Frantoio.
Due varietà meritano una parola in più, perché in Salento non sono quelle “di una volta”:
- Favolosa è il nome commerciale della cultivar FS-17, ottenuta in Italia da una selezione di semenzali di Frantoio, frutto del lavoro del prof. Giuseppe Fontanazza e del CNR. Leccino e FS-17 sono le due cultivar in cui è stata riscontrata resistenza a Xylella fastidiosa subsp. pauca (La Notte et al., Frontiers in Plant Science, 2024): il batterio resta presente nella pianta, ma con sintomi più lievi rispetto alle varietà sensibili. Resistenza non significa immunità.
- Picholine è una cultivar di origine francese, del Gard, nel Sud della Francia, usata sia per le olive da tavola sia per l’olio.
Perché si raccoglie adesso e non più tardi
Si potrebbe aspettare: con olive più mature si ottiene più olio a parità di peso. La scelta è un’altra: raccogliere alla giusta maturazione delle olive, per avere i polifenoli più alti possibile, anche se con una maturazione più avanzata le rese sarebbero maggiori.
È un compromesso noto anche in agronomia: durante la maturazione il contenuto di polifenoli tende a salire nelle prime fasi e poi a calare, mentre l’accumulo di olio nel frutto continua più a lungo (G. Agostinucci, Rivista di Agraria.org, n. 336, 2021). Il punto di equilibrio cambia da varietà a varietà e da annata ad annata.
Per correttezza: non abbiamo ancora analisi sui polifenoli dell’olio 2026. Raccontiamo una scelta di raccolta, non un valore misurato.
C’è anche un’altra cosa che si nota: le olive stanno anticipando sempre di più la maturazione. È un’osservazione sul campo, non una misura climatica.
Dall’albero al frantoio nello stesso giorno
La raccolta si fa con gli abbacchiatori: le olive cadono sulle reti stese sotto la chioma, così non toccano terra. Di solito arrivano in frantoio nel primo pomeriggio e vengono estratte in serata, lo stesso giorno in cui sono state raccolte.
Lavorare le olive entro poche ore dalla raccolta serve a limitare i processi di degradazione che iniziano appena il frutto si stacca dalla pianta.
L’olio è estratto a freddo: è la dicitura che la normativa europea riserva agli oli ottenuti sotto i 27 °C, con percolazione o centrifugazione della pasta di olive (Regolamento delegato (UE) 2022/2104).
Il 2026 rispetto al 2025
Il 2025 è stato un’annata di scarico: poche olive e una resa bassissima. L’olivo alterna spesso anni di carica e anni di scarico, e lo scorso anno è stato uno di questi.
Quest’anno sugli alberi ci sono più olive. Quanto olio si farà, però, oggi non lo sappiamo: con la raccolta ancora in corso non è possibile dare un numero, e preferiamo non stimarlo. Lo aggiorneremo a fine campagna.
Dagli ulivi secolari agli impianti giovani: cosa ha cambiato la Xylella
Il contesto, da fonti esterne. L’Ogliarola salentina (chiamata anche Ogliarola leccese) e la Cellina di Nardò, le varietà tradizionali del Salento, si sono dimostrate molto suscettibili a Xylella fastidiosa, con la perdita di milioni di piante durante l’epidemia (La Notte et al., Frontiers in Plant Science, 2024).
La ricerca ha individuato nel Leccino e nella FS-17 (Favolosa) cultivar resistenti. La Regione Puglia sostiene il reimpianto di olivi nella zona infetta con cultivar resistenti (Misura 2.B, Rigenerazione olivicola, Regione Puglia). Il paesaggio olivicolo del Salento sta cambiando: dai grandi ulivi secolari ai giovani impianti.
Una raccolta costosa
Se bisogna descrivere questa campagna in una frase: è una raccolta molto costosa. La difficoltà principale è trovare manodopera. Anche con gli abbacchiatori, stendere le reti, raccogliere e portare le olive in frantoio ogni giorno richiede persone in campo.
Com’è l’olio appena estratto
L’olio delle prime estrazioni è verde intenso e denso. Per ora possiamo dire questo.
- Acidità: per ora è l’unica analisi disponibile e indica un valore inferiore allo 0,6. Il limite per l’extravergine è 0,8% (Regolamento delegato (UE) 2022/2104).
- Profumi, amaro e piccante: non li descriviamo ancora. Li aggiungeremo dopo l’assaggio.
- Altre analisi (perossidi, polifenoli): non ancora disponibili.
Filtrato o non filtrato?
Una parte dell’olio viene filtrata per eliminare le impurità in sospensione; una parte resta non filtrata, per chi preferisce l’olio così com’esce dal frantoio.
Nessuna delle due è migliore in assoluto. L’olio non filtrato conserva piccole particelle di polpa e tracce d’acqua: con il tempo si depositano sul fondo, ed è meglio consumarlo nei primi mesi senza agitarlo e conservarlo al fresco e al buio. L’olio filtrato è limpido e più stabile nel tempo. Qui trovate qualche consiglio su come conservare l’olio nei mesi freddi.
Il Novello che trovate in negozio è la versione non filtrata.
Quando arriva il Novello 2026/2027
Il Novello sarà disponibile ai primi di novembre. Sulla scheda prodotto potete chiedere di essere avvisati quando arriva. Si vende in un solo formato, la latta da 5 litri. Lo trovate qui: Olio Novello 2026/2027. Come ogni olio appena estratto, dà il meglio nei primi mesi: usatelo a crudo.
Se cercate un olio da usare tutto l’anno, trovate anche gli altri oli extravergine della nostra selezione. Il Leccino di grossa pezzatura raccolto in queste settimane andrà invece tra le nostre olive da tavola.
Fonti
- La Notte P., Saponari M. et al., A survey in natural olive resources exposed to high inoculum pressure indicates the presence of traits of resistance to Xylella fastidiosa in Leccino offspring, Frontiers in Plant Science, 2024, doi:10.3389/fpls.2024.1457831.
- Agostinucci G., La determinazione del periodo ottimale di raccolta delle olive da olio, Rivista di Agraria.org, n. 336, 15 gennaio 2021.
- Regione Puglia, Rigenerazione olivicola: Misura 2.B, reimpianti e riconversioni con cultivar di olivo resistenti.
- Regolamento delegato (UE) 2022/2104 della Commissione, caratteristiche dell’olio d’oliva.
